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Pareri Motivati di Diritto Civile


Pareri motivati di Diritto Penale

Anno 1989

Quesito n. 1

Tizio recatosi in banca per fare un versamento in contanti, è testimone di una rapina da parte di due malviventi: questi, minacciati i presenti, nel darsi alla fuga con il denaro sottratto dalla cassa, con il calcio della pistola colpiscono Tizio alla nuca, indi si allontanano indisturbati, non essendovi all’interno ed all’esterno dell’istituto, nè vigilanza della polizia nè misure di sicurezza anticrimine.

Successivamente Tizio si reca dall’avvocato, desiderando un parere in ordine alla risarcibilità da parte della banca del danno patito nell’occorso, facendo presente che a seguito del colpo subito accusa disturbi nervosi e continue emicranie.

Il candidato rediga tale parere, soffermandosi sugli istituti applicabili al caso di specie e sulla eventuale tutela consigliabile a Tizio.

 

Quesito n. 2

Tizio, debitore di Caio per la somma di dieci milioni, stipulava con esso un atto pubblico di vendita di un appartamento di sua proprietà, con la funzione di garantire il pagamento del debito, ma continuava a godere del bene in virtù di contemporaneo contratto di locazione.

La parti avevano, peraltro, con scrittura privata, regolamentato le modalità di retrocessione del bene, da effettuarsi entro due anni dalla estinzione del mutuo. Prima di tale scadenza, tuttavia, Tizio, richiesta la restituzione dell’immobile, ne riceve diniego.

Per tale motivo Tizio, avendo necessità di rientrare nella piena disponibilità del bene, si rivolge al proprio avvocato,chiedendogli un parere sulla questione.

Rediga il candidato tale parere, affrontando le varie problematiche sottese alla questione proposta, soffermandosi, altresì, sulla tutela consigliabile a Tizio.

 

Quesito n. 3

Tizio istiga Caio e Sempronio, locatari di un magazzino di tessuti ed intestatari di un contratto di assicurazione con elevato massimale, a provocare l’incendio dei locali da essi condotti.

Pochi giorni dopo, una violenta esplosione di alcuni bidoni di benzina siti nel magazzino, cagionata da Caio e Sempronio, seguita da incendio, distrugge in poco tempo alcuni dei locali, causando, altresì, la morte dello stesso Caio e di un custode.

Tizio, raggiunto da un mandato di comparizione, resosi latitante, richiede al proprio avvocato un parere sulla sua posizione. Ad esso rende noto, fra l’altro, di aver già riportato in precedenza altre condanne per il reato di cui all’art. 423 C.p., e di essere stato colto più volte da incontenibili raptus di piromania.

Rediga il candidato il parere richiesto, illustrando le problematiche sottese alla fattispecie in esame ed indicando la linea difensiva più utile da consigliare al proprio assistito.

 

Quesito n. 4

I Carabinieri, a seguito di segnalazione anonima, irrompono nell’abitazione di Caio ed ivi rinvengono numerose persone che, su vari tavoli, praticano giochi d’azzardo.

Caio, preoccupato degli effetti negativi che la denunzia del fatto da parte dei Carabinieri all’Autorità Giudiziaria avrebbe prodotto sulla sua reputazione, offre con insistenza al sottufficiale che dirige l’operazione, la somma di lire venti milioni, affinché ometta la trasmissione del rapporto al magistrato.

Il sottufficiale rifiuta l’offerta e redige rapporto riferendo i fatti relativi sia al gioco che all’offerta di danaro da esso ricevuta.

Caio si rivolge all’avvocato al quale chiede una valutazione della responsabilità penale derivante dal suo comportamento.

Rediga il candidato, nelle vesti dell’avvocato, il parere richiesto soffermandosi sugli istituti e sulle problematiche sottese alla fattispecie prospettata.

Quesito n. 5

In costanza del regime di divorzio, la signora Caia, residente a Roma, già coniugata con il signor Sempronio, instaura una convivenza more uxorio con Tizio e con lo stesso genera un figlio.

Il signor Sempronio, residente a Napoli, in relazione a detto stato di fatto, intende chiedere la revoca della concessione dell’assegno attribuito all’ex moglie con la sentenza di divorzio, pronunciata dal Tribunale di Firenze.

Redigete l’atto di citazione, ovvero la comparsa di risposta, secondo che riteniate fondata o non la pretesa del marito.

 

 

Quesito n. 6

Tizio, transitando il giorno 1 febbraio 1982 alla guida della propria auto per via del Corso, viene fermato da due vigili urbani che gli contestano l’accesso in zona pedonale, ed intendono elevare contravvenzione.

Tizio esibisce subito un permesso per l’ingresso nel centro storico: nasce un’accanita discussione, nel corso della quale uno dei vigili afferra per un braccio l’automobilista, minacciando più gravi sanzioni se avesse assunto ulteriori atteggiamenti aggressivi o provocatori.

Tizio reagisce provocando al vigile, con un pugno, una ferita giudicata al Pronto Soccorso guaribile in dieci giorni.

Il procedimento penale, successivamente instaurato, si conclude in data 10 aprile 1987 con la condanna di Tizio, giudicato in contumacia, per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e lesioni volontarie, alla pena di un anno di reclusione.

Tizio si rivolge al proprio difensore affinché proponga appello, assumendo l’erroneità in fatto ed in diritto della sentenza.

Rediga il candidato l’atto di impugnazione, scegliendo la linea difensiva ritenuta più idonea ed illustrando le problematiche sottese alla fattispecie in esame.

 

Quesito n. 7

Il Consiglio Comunale di Roma, con delibera del 10-12-1988 ha approvato il progetto dei lavori di risanamento conservativo di un fabbricato di proprietà del Comune diviso in appartamenti dati in locazione a privati, dichiarando che i lavori sono di pubblica utilità.

Poiché Romolo Romoli, locatario, non si era dichiarato disposto a rilasciare l’appartamento da lui occupato, nonostante l’assunzione da parte del Comune dell’obbligo di sistemarlo provvisoriamente in altro alloggio e di riconsegnargli i locali dopo il loro risanamento, il Consiglio Comunale, con delibera del 30-10-1989 ha disposto l’espropriazione del diritto derivante dal contratto di locazione e l’immediata occupazione d’urgenza dell’appartamento.

Il signor Romolo Romoli, intende impugnare detta delibera. Redigere l’atto introduttivo del giudizio.