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Pareri Motivati di Diritto Civile


Pareri motivati di Diritto Penale

Anno 1994

Quesito n. 1

Tizio è proprietario di un’abitazione, situata in un fondo intercluso, collegata con la strada provinciale da un viale d’accesso carrabile che insiste sul fondo, del quale i soli Caio e Sempronio hanno il compossesso.

Questi ultimi, stanchi delle continue ruberie ed invasioni del fondo da parte di estranei, recintano l’appezzamento di terreno e sostituiscono il vecchio cancello d’ingresso, dotato di un chiavistello manuale ormai scarsamente utilizzato da tutti i compossessori, con un efficiente cancello apribile con telecomando; telecomando che mettono subito a disposizione di Tizio.

Questi, però, lo rifiuta e ricorre al pretore invocando tutela possessoria.

Il giudice adito condanna Caio e Sempronio a lasciare aperto il cancello giorno e notte disponendo che i battenti vengano fermati stabilmente sul terreno e che sia eliminato definitivamente ogni strumento di chiusura.

Il candidato, assunte le ragioni di Caio e Sempronio, rediga un motivato parere sulla vicenda indicando la via giudiziaria per risolverla.

 

 

Quesito n. 2

In data 1° gennaio 1993, Tizio concede a Caio in locazione ad uso abitativo, con contratto verbale, e senza determinazione della misura del canone, un immobile costituito da un rustico in costruzione.

Le parti pattuiscono che i lavori sarebbero stati portati a termine da Caio in economia e che le somme da questi sborsate sarebbero state computate in conto al canone di locazione.

Terminati i lavori il 30 agosto 1993 — e, così, reso abitabile l’immobile — Tizio in data 1° marzo 1994 chiede a Caio il pagamento della somma di £ 900.000 a titolo di canoni maturati a far data dal 1° gennaio 1994, postulando un canone di £ 300.000 mensili.

Sostiene Tizio a sostegno della sua pretesa, che le spese sostenute da Caio da questi diligentemente comprovate nella misura di £ 3.600.000, devono ritenersi ampiamente compensate con l’importo complessivo dei canoni relativi al periodo 1° gennaio 1993-31 dicembre 1993.

Caio si oppone sostenendo che l’accordo intervenuto tra le parti in data 1° gennaio 1993 non può essere configurato come locazione non essendo stato determinato né essendo determinabile al momento della pattuizione il canone locativo ai sensi degli artt. 12 e ss. L. 27-7-1978, n. 392.

Il candidato assunte le ragioni di Tizio rediga parere nel quale si prospettino, con adeguata motivazione, gli esiti di un eventuale giudizio.

 

Quesito n. 3

Tizio, Presidente del Consorzio Rurale di Miglioramento Zootecnico di X, viene imputato del reato di cui agli artt. 426 e 449 c.p. per avere cagionato colposamente la caduta di una frana, verificatasi a seguito dello sbancamento, commissionato dal Consorzio e fatto eseguire sotto la sua direzione, di un’ampia zona di terreno in quota di collina.

Ritenendo, però, che l’evento verificatosi avesse piuttosto le caratteristiche di uno smottamento, sia pur cospicuo, di una zona collinare impervia e distante dal più vicino centro abitato, si reca da un avvocato per consultarsi in punto alla configurabilità dell’ipotesi di reato in suo danno.

Il candidato, premessi brevi cenni in materia di reati di pericolo e sulla possibilità di configurare per essi l’ipotesi di tentativo, assunta la veste dell’avvocato rediga motivato parere.

 

Quesito n. 4

Tizio viene rinviato a giudizio ex art. 324 c.p. per avere, in qualità di assessore del comune di X, partecipato ad una riunione di giunta comunale nel corso della quale veniva deliberata l’acquisizione al patrimonio comunale, previo pagamento del valore di mercato accertato da apposita perizia di stima, di un’area edificabile di cui lo stesso Tizio è comproprietario.

Nella mora del giudizio interviene l’abrogazione della norma incriminatrice ad opera dell’art. 20 della legge 24 aprile 1990, n. 86.

Tizio si rivolge ad un avvocato per sapere se all’abrogazione dell’art. 324 c.p. conseguirà senz’altro la sua assoluzione o se altre norme incriminatrici sanzionino l’ipotesi di fatto descritta in imputazione.

Il candidato, premessi brevi cenni in materia di successione della legge penale con particolare riferimento alla nozione di "disposizioni più favorevoli", assunta la veste dell’avvocato, rediga motivato parere.

 

Quesito n. 5

La società semplice Alfa, composta da Caio e Mevio, avendo acquistato da Sempronio alcuni appartamenti facenti parte di un edificio da lui costruito nell’abitato di XY, sostiene di avere acquistato anche la proprietà delle aree di parcheggio.

Tali aree realizzate in ottemperanza alle prescrizioni del Comune ed ai sensi dell’art. 18 L. 6 agosto 1967 n. 765, erano state oggetto di espressa riserva di proprietà fatta da Sempronio nel contratto di trasferimento della proprietà dei singoli appartamenti compravenduti; riserva della quale Caio e Mevio contestavano la legittimità.

Sempronio assumeva invece la piena legittimità della riserva di proprietà delle aree de quibus in quanto assoggettate dall’art. 26 della L. 28-2-1985 n. 47 al regime delle pertinenze di cui agli artt. 817, 818, 819 del Codice civile, e pretendeva in subordine il pagamento del prezzo delle quote delle aree rivendicate il cui valore, egli altresì assumeva, non era stato contabilizzato nel prezzo di trasferimento dell’immobile.

Il candidato assunte le vesti del difensore di Sempronio, rediga l’atto giudiziario più idoneo a salvaguardare la posizione di questi.

 

Quesito n. 6

Tizio, titolare di un porto d’arma da fuoco, venuto a diverbio con Caio, lo colpisce più volte al capo con il calcio della propria pistola regolarmente denunciata e detenuta, procurandogli lesioni giudicate guaribili in 40 giorni.

Denunciato a piede libero, viene rinviato a giudizio con rito direttissimo per rispondere del reato di lesioni personali aggravate dall’uso dell’arma.

Dell’udienza per il giudizio direttissimo, fissata per il 15 novembre 1994, l’avv. Mevio, difensore di fiducia dell’imputato, su richiesta del P.M. viene avvisato dalla Polizia a mezzo di telefono sull’utenza a lui intestata alle ore 11.00 del 14 novembre 1994.

L’ufficiale di Polizia Giudiziaria attesta che la chiamata telefonica è stata ricevuta da una persona qualificatasi "consorte" del legale.

All’udienza l’Avv. Mevio non compare e Tizio viene difeso dall’Avv. Sempronio nominato difensore d’ufficio.

 

Quesito n. 7

Il Comune X deliberando il riassetto organizzativo di alcuni propri uffici decide di reinquadrare ad un livello superiore un certo numero di dipendenti e, contestualmente, di riconoscere agli stessi il corrispondente maggiore livello retributivo.

Il Comitato Regionale di Controllo annulla tale delibera ritenendola illegittima in considerazione del fatto che, nella specie, non ricorrevano i presupposti, atti a consentire il miglioramento dello status giuridico ed economico dei dipendenti comunali interessati dal provvedimento suindicato.

I dipendenti contemplati dalla delibera annullata, ritenendosi lesi dalla decisione dell’organo di controllo, impugnano dinnanzi al competente T.A.R. l’atto di annullamento della delibera comunale senza peraltro notificare il ricorso anche al Comune.

Per contro il Comune non reagisce alla decisione del Comitato Regionale di Controllo.

Costituitasi in giudizio, la difesa dell’Organo di Controllo eccepisce l’irritualità dell’atto introduttivo del giudizio per la mancata notificazione dello stesso anche all’Ente Territoriale e ciò perché non avendo, il Comune, impugnato il provvedimento di annullamento della propria deliberazione, tale Ente avrebbe avuto la veste di controinteressato all’iniziativa giudiziale intrapresa dai ricorrenti.

Il candidato, assunta la veste di difensore dei dipendenti, rediga memoria difensiva in vista dell’udienza di discussione del ricorso innanzi al competente T.A.R.